Il gioco del bridge ha avuto in tutto il mondo una grande diffusione, specie a partire dalla prima metà del secolo scorso.
Il bridge deriva dal gioco del whist già in vigore in Inghilterra nel 1600. Dalla metà dell’Ottocento alla metà del Novecento ha subito una evoluzione fino a raggiungere nel 1920 una regolamentazione ottimale accettata in tutto il mondo per l’iniziativa di un fortissimo giocatore: Ely Culberston.
Si può giocare in 4 persone (2 coppie contrapposte) in partita libera o in duplicato 2 tavoli di 4 persone ciascuno con confronti dei risultati fra i tavoli a parità di carte oppure in più tavoli di 4 persone (torneo con classifica generale fra tutte le coppie).
Anche in Italia e a Livorno nel dopo guerra (dal 1950) il bridge ha avuto molta diffusione, diventando da gioco d’élite gioco di massa tanto che verso la seconda metà del secolo scorso gli italiani hanno primeggiato fino a diventare per molti anni di seguito “campioni del mondo” (vittorie nei campionati del mondo per 13 volte di fila!), sconfiggendo gli anglosassoni e i francesi che fino ad allora avevano dominato quasi indisturbati.
Livorno in questa fase ha avuto un ruolo importante tanto che alcuni suoi giocatori hanno fatto parte della nazionale italiana Blue Team evidenziando il proprio talento fino a creare dei sistemi licitativi originali come il “Quadri Livorno”.
Come è noto il bridge è un gioco che non ha eguali nei giochi di carte.
Risulta molto più vivace ed appassionante di tutti gli altri giochi, tanto è vero che, una volta imparato quasi mai nessuno smette di giocarlo per tutta la vita.
Senza entrare nei dettagli permette di mettere a un confronto quasi matematico la bravura e l’inventiva dei giocatori tanto che possono svolgere vari tipi di tornei dove i risultati non sono influenzati dalla fortuna ma esclusivamente dalla abilità e dalla inventiva della coppia di giocatori.
Anche chi ha poca memoria riscontra giocando una evoluzione positiva del suo cervello: è stato definito infatti lo “sport della mente” perché oltre alla memoria classica sviluppa anche la memoria visiva, propria di altre popolazioni che hanno scritture ideografiche complicatissime (come il cinese e il giapponese).
Si arriva a ricordare le carte passate senza grande sforzo.
Il gioco si divide in due parti: la licita (o dichiarazione) e il gioco vero e proprio.
Gli italiani hanno primeggiato sia nella tecnica di gioco che nei sistemi di azione creando dei sistemi di licitazione (Fiori Romano, Fiori Blue Team, etc.…)
A Livorno agli inizi degli anni 60 si è cominciato a giocare con continuità presso il Club di Via Roma, dove sono emersi i più forti giocatori Locali (Paolo e Anna Valenti, Giorgio Matteucci, G. Battista Brogi…) essi hanno creato un clima di licitazione detto “Quadri Livorno” in analogia al “Fiori napoletano” e “Fiori Romano”.
Aumentando così il numero degli amanti del bridge, negli anni 70 sorse così sugli Scali d’Azeglio il Circolo Unione, dove si riunivano buona parte dei bridgisti cittadini.
Nel 1978 l’adiacente Circolo delle Stanze Civiche (il più antico della Città la cui fondazione risale al 1806) aveva necessità di rinsanguare il numero dei soci a causa delle forti spese di gestione non più sostenibili dai pochi soci rimasti.
Il Presidente del Circolo Unione, Benito Bianchi, colse l’occasione per fondere in una unica sede le due realtà. Da allora la sede di Scali d’Azeglio 10 vide un susseguirsi di trionfi a livello europeo e mondiale, di conseguenza anche il numero dei soci crebbe fino a superare di qualche decina le 200 unità.
La coppia Marisa Bianchi e Anna Valenti vinse un Campionato del Mondo femminile, Benito Bianchi con Pietro Forquet fece più volte parte del Blue Team.
Anna Valenti fu per diversi anni l’unica giocatrice donna a far parte del Master dei 16 giocatori più forti del mondo.
Poi con il passare degli anni una volta esauritasi la spinta provocata dai campioni del mondo (Bianchi, Valenti, Matteucci, Brogi, etc.…) è venuta meno la loro autorità e la loro presenza, sono sorte anche altre realtà locali sia per la forte spinta della Federazione Italiana Gioco Bridge (F.I.G.B.) interessata più a sviluppare il numero che la qualità dei circoli del bridge e sia per la vanità di taluni giocatori che volevano creare una loro sede personale.
Oggigiorno si gioca a Livorno in una mezza dozzina di circoli, alcuni dei quali in condominio con altri sport (Tennis club, Libertas, Banditella, ecc.)
La Denominazione “Stanze Civiche” discende dalla singolare circostanza che all’atto della fondazione nel 1806 la sede era situata presso un palazzo comunale “Stanze Civiche”, solo nel 1920 i soci di allora abbandonarono le “stanze” comunali e si comprarono una sede autonoma già di proprietà della Comunità israelitica.
Fino ai primi anni 90 con più di 10 anni di associazioni erano qualificati “Soci fondatori” e godevano della proprietà dell’immobile.
Poi sfruttando le agevolazioni di legge emanate per favorire le associazioni sportive in genere (quale è l’attuale circolo, associato alla F.I.G.B e al C.O.N.I.) i soci rinunciarono alla proprietà dello stabile diventando di fatto una “No Profit” esentata dall’ICI e con facilitazioni amministrative, contabili e fiscali.